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La sua voce ieri e oggi

Mio Dio, come va l’uomo da un estremo all’altro, senza nulla conoscere e molto meno intendere! Oggi giudica pazzia quello che domani crede santità.

Io per me ritengo questa massima: che se qualche persona, per il fatto che mi consce poco, dice bene di me, nulla guadagno presso il Signore; e se qualcun’altra dice male di me, si vede che mi conosce meglio degli altri; e niente affatto io perdo per questo presso la Sua Divina Maestà, purchè io faccia sempre la sua divina volontà. E poi per me è la stessa cosa: sia che dicano bene, sia che dicano male di me”. (A.M. Adorni, scritti spirituali).

La natura indomita di Anna Maria Carolina, Madre Adorni, per vocazione e quotidiano servizio, traspare da queste sue parole piene di ardore e consapevolezza per le asperità del cammino appena intrapreso. Eppure Carolina, vedova senza mezzi e provata dalla precoce morte di alcuni dei suoi bambini, ci offre con queste affermazioni, un esempio di determinazione e totale affidamento di sè, del suo operare presente e futuro nelle mani di Colui che fa la Storia e la redime.

Carolina Adorni, donna povera in un secolo in cui le donne e i poveri sono ai marigni della società, assume per specifica missione, il compito di ricucire con l’amore gli sguarci di una civiltà abituata a convivere con vaste plaghe di povertà, di miseria umana. Guidata dal suo cuore di madre e dalla fede in Dio che le mostra il vero volto dell’uomo, Madre Adorni “s’inerpica” per una strada faticosa, talora quasi impossibile per le umane forze, ma fonte eterna di speranza: la via di coloro che nella storia danno volto, mani e cuore alla profezia degli ultimi.

C’è grande messaggio di libertà interiore racchiuso nelle scarne parole che Madre Adorni riserva a se stessa… E poi per me è la stessa cosa… La Verità fa libera questa donna che dilata la sua capacità di amare ben oltre il limite naturale della propria famiglia; e tutto ciò ce la rende ancor’oggi vicina e viva, potente per le reti di solidarietà che ancora stende attraverso le sue opere, che perdurano e attualizzano il suo amore per la persona umana fatta anche di anima. Nel riconoscere ad ogni  suo incontro, anche con la persona più abietta, quest’anima immortale e connaturale al Creatore, Madre Adorni conferisce perfezione al suo servizio agli ultimi, che essa non solo assiste, ma innalza in dignità e importanza al rango di “figli”. Lei, la povera vedova priva di mezzi, serva della Provvidenza, credibile Ministro del Regno dei Cieli.

Silvia Federici Gazza

(Articolo pubblicato nel 1992, nell’Opuscoletto per il Centenario della Madre Fondatrice)