Pubblicato in: Uncategorized

La maternità spirituale di Anna Maria Adorni

«Ogni uomo, anche celibe, è chiamato, in un modo o nell’altro, alla paternità o maternità spirituale, segni di maturità interiore della persona».[1] Tale esordio che spicca nella riflessione di Karol Wojtyła riguardante il compimento della persona nell’amore, converge perfettamente con l’appello rivoltoci dalla vita di Anna Maria Adorni.

Per comprendere in che modo Madre Adorni ha vissuto la maternità spirituale, occorre premettere, prima di tutto, una chiarificazione concettuale.[2] Il significato della maternità e paternità spirituali – analogamente alla maternità e paternità fisica – si può ricondurre al concetto di “parto”: parto secondo l’anima, secondo lo spirito. Partorire e quindi, generare spiritualmente una persona, oltrepassa in gran misura la dimensione fisica e corporale: richiede un maggior impegno della persona-genitore e presuppone, oltretutto, una adeguata maturità personale. La madre e il padre spirituali devono essere persone grandi nell’umanità, guide autentiche e modelli credibili per i propri “figli” le cui personalità si sviluppano e si formano sotto la loro influenza. Lo spirito di umiltà e la luce della verità devono accompagnare ogni loro passo, per acquistare quella saggezza che fa vedere il meglio dell’altro ed indicare la via giusta per la sua realizzazzione. La maturità e la pienezza spirituale che si vuol condividere, diventeranno perciò un torrente di ricchezza per gli altri e una guida sicura verso il meglio di se stessi. Di conseguenza, quel che è maturato nel padre o nella madre spirituale, continuerà a vivere nei propri figli spiritualmente “partoriti”, portando alla crescita umana di entrambi e rafforzando le ragioni della loro esistenza.

In una parola, la maternità e la paternità spirituali, racchiudono in sé un “grande cuore” della persona-genitore e l’attuazione di quella forma di vita che si chiama AMORE. Senza una ricchezza interiore che si vuol condividere e senza l’amore che apra la strada verso l’altro, la maternità e la paternità spirituali non possono rendersi effettivi. Questi due pilastri su cui si regge il compimento dell’esistenza umana, trovano nella vita di Anna Maria Adorni un fondamento solido ed efficace. I suoi numerosi figli spirituali rendono testimonianza della sua grande umanità e le opere da lei compiute dimostrano la sua immensa capacità di amare. L’affetto materno che manifestò sia nei confronti delle ragazze abbandonate e disagiate, che delle proprie consorelle e persone che venivano a confidarsi e a consigliarsi con lei, faceva trasparire l’amore tenero di Dio verso ciascuna persona e con ciò, la ricchezza spirituale di Madre Adorni. Essa viveva di Amore, viveva per Amore e non poteva non “partorire” figli spirituali, grandi nell’umanità. Come una vera mamma li accompagnò, uno per uno, alla pienezza della verità che è Gesù, indicando il Lui l’unica fonte di amore e di realizzazione personale. Fu, e continua ad essere, un segno luminoso nella vita di tante persone di varie categorie sociali, trasmettendo a tutti la bellezza della vita e la veridicità della fede cristiana. Ciò che rese grande la sua maternità spirituale fu la convinzione, che la Verità dell’uomo è Dio, per cui la vita e la persona umana sono un valore inestimabile. La certezza che la persona umana si realizza soltanto in Dio, portò a vivere in pienezza il proprio carisma: collaborare con Gesù nella salvezza delle anime e quindi, impiegare tutte le forze per rivestire dell’originaria bellezza il più intimo di ogni essere umano: la propria anima. Di conseguenza, possiamo affermare, che Madre Adorni comprese e visse in profondità il vero senso dell’amore, dato che solo l’amore intesa come benevolenza gratuita giunta fino alla totale donazione di sé può aprire la via verso l’altro e guidarlo alla salvezza e alla pienezza della propria umanità.

Questi tre elementi – la Verità che l’uomo cerca è Dio, il valore inestimabile della persona e l’amore come donazione totale e gratuita di sé – hanno tuttavia un’unica base: l’amore sponsale verso Cristo. Infatti, alla base di qualunque forma di maternità e paternità si colloca la sponsalità. L’amore sponsale che ci lega ad un’altra persona avvolge tutto il nostro essere ed il nostro operare e costituisce a sua volta la fonte vivificatrice di tutti gli altri rapporti. L’amore tenero, ma forte e profondo che univa Anna Maria Adorni a Gesù Crocifisso fu il motivo e lo scopo di tutto il suo agire e di tutta la sua esistenza. Ogni atto che faceva e ogni parola che diceva, volevano essere segni di amore verso Colui che donò la sua vita per la salvezza dell’uomo. In tale cammino, la Vergine Maria le fu accompagnatrice, madre e maestra, sotto la cui protezione Anna Maria Adorni si rifugiava sempre e con affetto filiale non esitò ad affidarsi continuamente a Lei. L’esempio di Madre Adorni ci si presenta come un invito a riscoprire e a vivere in modo autentico la nostra chiamata alla maternità e paternità spirituali. Occorre però sottolineare che essi non costituiscono un fenomeno spontaneo, ma un vero e proprio percorso interiore che le persone devono intraprendere.

Essere madre e padre spirituali significa essere capaci di amare ed educare gli altri all’amore, trasmettendogli la propria ricchezza interiore; perché il vero amore che realizza la persona non è altro che l’amore di donazione, che cerca il bene dell’altro nella giustizia e nella verità.[3] Amare l’altro vuol dire dargli fiducia in se stesso, fiducia negli altri e nella vita, con la convinzione che si può credere nell’Amore, perché l’Amore non delude mai. Una persona matura e ricca spiritualmente, non può nascondere la propria ricchezza spirituale: «Non si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro per far luce a tutti quelli che sono in casa» (Mt 5,15).

La sfida che ci viene lanciato è di mostrare la nostra grandezza e ricchezza interiore, “partorendo” spiritualmente tanti “figli” nella Verità, come fece Anna Maria Adorni, figli che, grazie alla nostra genitorialità spirituale vissuta in pienezza, potranno addentrare nella Vita e nella contemplazione della Verità.

Sr. Magdalena Barsan Bilibok

***

[1] Wojtyła Karol, Amore e responsabilità, in Id., Metafisica della persona. Tutte le opere filosofiche e saggi integrativi (a cura di Giovanni Reale e Tadeusz Styczeń), Città del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana 2005, 741-172.

[2] Per introdurre brevemente i concetti di maternità e paternità spirituali, faccio ricorso al pensiero di Karol Wojtyla, che emerge dalle opere contenute nella raccolta Metafisica della persona. Tutte le opere filosofiche e saggi integrativi (a cura di Giovanni Reale e Tadeusz Styczeń), Città del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana 2005.

[3] Tale concetto di amore richiama il pensiero filosofico di Karol Wojtyla a riguardo, che ho cercato di presentare nella mia tesi di licenza, intitolata «L’amore mi ha spiegato ogni cosa». La persona umana ed il suo compimento in alcune opere filosofiche e letterarie di Karol Wojtyła.