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Riflessioni su Madre Adorni

RIFLESSIONI SU MADRE ADORNI

in occasione del centenario della sua morte

Molte cose si diranno di te, cara Madre Adorni, in questo anno…. Saranno fatti documentati, detti con intelletto e sapienza.

Io invece voglio far parlare il mio cuore, con l’ammirazione e l’amore di figlia e di seguace.

Mi piace rivederti percorrere le antiche strade della città, dalla parte della “Parma nuova”; incrocciare i viottoli silenziosi e quasi deserti nelle prime ore del mattino, con un pezzo di pane e di polenta rimasti dal pasto precedente, per giungere per tempo in carcere, il vecchio maniero che racchiude “quelle belle creature” come tu le chiami, “costate un sì caro prezzo” al nostro Redentore Gesù. È il fuoco interiore dell’amore di Dio che ti spinge a dimenticare te stessa, la tua condizione di donna, sposata ad un uomo di Corte, amica della duchessa Luisa Maria.

Ma a te queste “COSE” non han toccato il cuore. Anzi, tu hai deposto con cura i tuoi abiti di gala e, vestita semplicemente, ti presenti come sorella, madre ed educatrice delle più “povere creature” di allora, per aiutarle a redimersi e tornare purificate ed onorate alla società. Non solo, ma ti premuri anche di addestrarle ad un lavoro che permetta loro, tornate in libertà, di provvedere alla propria sussistenza con dignità e sicurezza. “Qualcuno” ti derideva, ti diceva “folle”, “insensata”, nel metterti per una strada tanto umiliante e faticosa. Ma tu non hai avuto paura delle beffe e delle dicerie. Era troppo forte il fuoco dello Spirito che ti ardeva nel cuore, per poterlo spegnere con vane parole e futili timori. Piccola, grande Madre! E non ti sei accontentata di varcare le soglie del carcere severo, ma sei andata in cerca di altre pecorelle smarrite, hai salito le luride scale della prostituzione, del sifilocomio, di gente perduta, per ricondurla alla Casa del Padre, al suo perdono misericordioso, con la tua parola suadente e con il tuo grande cuore di apostola e madre. Io ti rivedo così, avvolta nel tuo velo di vedova, frettolosa, silenziosa, tutta assorta nel tuo Signore Crocifisso e Risorto, tutta protesa a rendere efficace “una così abbondante redenzione”. E nel tuo camminare silenziosa elevavi al Signore la tua preghiera quasi audace, ma confidente: “che anche la tua ombra fosse per tutti un richiamo alle vie del Signore”.

Piccola grande Madre, fa che la fiamma che ha illuminato la tua anima in quei giorni ormai lontani, non si spenga sul nostro cammino, ma si rinnovi e si diffonda per dar vita ad altre fiammelle che, dietro le tue orme, alimentate dalla forza del divino amore, vogliono percorrere le vie del mondo, cercando pecorelle smarrite da riportare all’ovile.

Ma tu dal cielo intercedi per noi, tue piccole figlie, e ottienici nuova forza e nuovo ardore per testimoniare a tutti l’amore di un Dio Crocifisso, lo splendore di Cristo Risorto, la gioia di sentirsi figli di Dio, eredi di un Regno eterno.

Sr. M. Amabile Salvarini

(Articolo pubblicato nell’Opuscoletto del Centenario della Morte di Madre Adorni, N.2 giugno 1992)

Autore:

Congregazione religiosa fondata da Anna Maria Adorni nel 1857.

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