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Vitinia: ricordi di vita

A chi di noi Suore ha vissuto a Vitinia, sia nei primi anni che negli anni successivi, in questo bellissimo angolo dell’agro romano, Vitinia è restata nel cuore.

Siamo andate via fisicamente, ma vi portati tutti dentro di noi. Spesse volte, nel ricordo del passato remoto e del presente, affiorano persone, avvenimenti e luoghi , avvolti da una dolce nostalgia, che allarga il cuore alle amicizie contratte, alla gioia di aver donato e anche di aver tanto ricevuto.

Approdammo a Vitinia nei primi mesi del 1954 inviate in questa borgata dal Vicariato di Roma, per una presenza religiosa e per una attività parrocchiale. Il Parroco , allora Mons. Cacciatore, ci accolse con gioia e con larghezza di cuore e di vedute, accettò volentieri la nostra collaborazione, lasciandoci largo spazio di apostolato. In previsione di una permanenza nel tempo, acquistammo un appezzamento di terreno ai limiti di Via Sarsina.

Nell’attesa della costruzione di un edificio di nostra proprietà, prendemmo in affitto un appartamento in un villino, di recente costruzione in Via Argelato. L’appartamento con terrazze, composto da tre stanze, più cucina e un seminterrato, era prospiciente la valle del Risaro. Si ammirava un vasto panorama, poiché le poche case basse, sparse qua e là, non ne ostacolavano la vista.

In questo ambiente, anche per avere un approccio con gli abitanti, aprimmo, con i dovuti permessi delle autorità competenti, un inizio di scuola materna, frequentata subito da una quarantina di bambini, divisi in due sezioni; subito dopo si aprì un doposcuola pomeridiano, molto ben accetto dai genitori.

All’inizio il nostro fu un apostolato direi spicciolo: incontri occasionali con le persone, l’ascolto dei loro problemi e delle loro esigenze, ecc. . In collaborazione attiva con le giovani di Azione Cattolica, si lavorò con entusiasmo e con amore, cercando di individuare le necessità più urgenti per la borgata e di realizzarle.

Ben presto la casa delle Suore divenne un punto di riferimento significativo; vi si tenevano le adunanze dei giovani, si organizzavano piccole festicciole, ecc. . Vi era anche tanta povertà tra la popolazione, anche le Suore erano povere, e per venire incontro a questa esigenza, si collaborò con la POA ( Pontificia Opera di assistenza ), la quale procurava cibo ed indumenti , che venivano dati alle persone bisognose.

In questi primordi si viveva la vita della borgata come una grande famiglia; le gioie e i dolori venivano condivisi da tutti. Quando noi Suore arrivammo, non vi era ancora la Chiesa Parrocchiale; le funzioni religiose venivano celebrate in un garage, in Via Sarsina; al più presto venne inaugurata la bella ed accogliente cripta, con la bellissima e “dolce statua” di Gesù agonizzante; in questo ambiente la liturgia assunse un valore più significativo di preghiera e di incontri. Si pensò di organizzare il catechismo. Chi scrive ricorda che la preparazione alle prime Comunioni, celebrate in borgata, era frequentata da ragazzi dai dieci anni in su, fino ai 17 anni. Ragazzi semplici, educati, desiderosi quasi avidi di conoscere il Signore e di riceverlo con vero amore.

In seguito, quando venne inaugurata la Chiesa sovrastante, con le alte arcate elevate al cielo, come mani protese in preghiera, e gli ambienti parrocchiali adiacenti si moltiplicarono, aumentarono le attività. Si organizzarono le classi di catechismo, la messa domenicale per i fanciulli, gli incontri pomeridiani di domenica, ove si intrattenevano bambini e ragazzi con giochi o con la proiezione di diapositive; allora erano le sole possibilità ricreative. Per non lasciare fanciulle e bambine per la strada, sempre con l’adesione del Parroco, si organizzò, per queste, al mattino, un ritrovo estivo, ove si seguivano per compiti scolastici, insegnando anche gli elementari lavori di cucito, alternati a tanti giochi.

Nel 1956, le Suore ebbero la possibilità di trasferirsi nella palazzina adiacente alla Chiesa parrocchiale. In seguito all’ampliamento di questa, anche la scuola materna potè accogliere un numero maggiore di bambini ed offrire così un aiuto più ampio ai tanti genitori. Cresciuto anche il numero delle Suore, si cercò di ampliare anche l’attività di servizio, sempre in collaborazione con i Parroci che si susseguirono: si intensificò la visita agli ammalati, agli anziani e alle persone in difficoltà, si collaborò con la Caritas, si attuarono incontri con i genitori e con altre categorie di persone, si fecero mini spettacoli, si organizzarono pure campi estivi per le giovani in località amene, fuori Vitinia ed anche l’insegnamento della religione nella scuola media.

La casa delle Suore restò sempre un punto di riferimento per tante persone e tante realtà. Anche quando le Suore cominciarono a sciamare in Romania o altrove, e la comunità diminuì, esse continuarono, nel limite del possibile, a collaborare nei diversi settori del servizio di apostolato, come parte viva della Comunità di Vitinia, che cresceva a vista d’occhio. In seguito, quando la scuola materna venne gestita dalla Cooperativa “Tuttinsieme”, anche allora la scuola restò nel pensiero e nel cuore degli abitanti di Vitinia “la scuola delle Suore”. Anzi il ricordo delle Suore è sempre vivo nel cuore di parecchie persone di Vitinia: specialmente di alcune di esse, come Suor M. Severina , prima Superiora, di Suor M. Amabile, di Suor M. Clementina, di Suor M. Paola, di Suor M. Luciana, di Suor M. Agnese.

Ora abbiamo lasciato Vitinia, ma siamo ancora molto unite spiritualmente; per noi è stato come quando si lascia una persona cara, con la quale si sono vissuti parecchi anni. Il ricordo non muore, ma resta negli affetti, nella preghiera e domandiamo al Signore, per tutta la popolazione di Vitinia, la gioia, la pace, l’amore di Dio e l’aiuto materno di Maria.

Un grato ed affettuoso ricordo è restato, nel cuore di tutte noi, la persona del Parroco Don Marino, vero uomo di Dio, che con discrezione e nel silenzio ci ha donato tanto e continua tuttora a donare tanto ai suoi parrocchiani. Grazie.

Un’ancella dell’Immacolata,

Suor Placida Cesareo

(Pubblicato nel giornale “Eccoci” n.2(2010) della Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù Agonizzante, in Vitinia – RM)

Pagine correlate: A te, carissimo don Marino

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La tua orma

 

“Passa la scena di questo mondo”

è come un passo

sulla sabbia scialba,

imprima la sua ombra,

ma l’onda la sommerge,

e il vento sperde.

Tale è la falsa scena

che t’offre il mondo,

un teatro che passa,

e dentro resta

il vuoto e l’amarezza.

Ma se Tu guidi

questa mia esistenza

e Tu, Signore

tracci la mia strada,

non il mio passo resta,

non resta certo,

questa scena mia,

che passa e si annulla

come un soffio,

come spirar di vento.

Ma la Tua orma sempre vi rimane.

E Tu, o mio Signore

ricami e tessi

la mia storia in Te.

Sr. M. Placida Cesareo

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Il tuo cammino

Tu che vivi, canta!

Tu che canti, ama!

Tu che ami, dona!

Tu che doni, loda!

Cammina, tu che lodi,          

e non fermarti mai.

La corda non gettare

durante l’entusiasmante

e faticosa scalata della vita.

Non dire: “Non posso”.

Qualcosa di grande

ti attende.

Il tuo cammino

nessun lo può percorrere,

se non tu sola.

Sii certa, però,

che sempre ti avvolgerà

il misterioso manto

del DIO AMORE

che per te

“si è fatto uomo”.

Sr. Maria Assunta Buratti